03 feb 2013

Recensioni Musicali: Esedra - Strumentale e Multiartistico



E' con enorme piacere che inauguro una nuova rubrica: Recensioni Musicali. L'intenzione è quella di pubblicare con una certa regolarità recensioni di album/EP e band emergenti o poco conosciute. Vedrò di dividere il carico con i miei Kerosoci (ossia i membri dei Keronoise). Chiunque fosse interessato a ricevere una recensione spassionata per il proprio demo autoprodotto o per il proprio album può contattarmi su blogger oppure mandando una mail a machkey81(at)yahoo.it.

La prima band proposta arriva da terra sicula e precisamente da Catania: ESEDRA. La band nasce nel 2005, per mano di 3 musicisti molto talentuosi, a giudicare da quello che ho in cuffia mentre scrivo, e non più ragazzini, viste le esperienze individuali e di gruppo vantate nella loro biografia (Modena City Ramblers,Yuri Camisasca, Giulio Capiozzo, Dario Deidda, Kunsertu, James Taylor, Quartet Mike Stern Band) Sono Marco Maria Pennisi – Batteria, Ezio Epaminonda – Basso, Giovanni Giuffrida – Chitarre. La definizione del loro genere che potete trovare sulla biografia del loro sito appare azzeccata: spaziano infatti dal jazz al funky, dalla fusion al flamenco, dall'etnico al progressivo. Come si può notare già dalla scheda tecnica, il gruppo si propone come strumentale, risultando a mio avviso una band da “sottofondo”. Le influenze sono però tante. Pur non essendo un appassionato del genere progressive, ho riscontrato al primo ascolto affinità con brani della PFM e Genesis, con brani medio lunghi e strutturalmente complicati, lontani quindi dalla forma canzone che sono solito ascoltare. Non mancano tuttavia chitarre distorte, che a tratti mi ricordano i virtuosismi di Joe Satriani e Steve Vai nel G3 Live in Concert. C'è posto anche per intervalli funkeggianti per poi ritornare in abilità che coinvolgono tutti e tre gli strumenti, creando spesso interessanti intrecci di ritmiche e sonorità.
Leggendo poi la biografia si scopre che gli Esedra nell'estate 2009 sono stati impegnati nell'Eterogenea Tour in giro per la Sicilia, mentre a febbraio 2010 si sono esibiti in Egitto per il Consolato Generale d’Italia in Egitto presso il prestigioso Centro de Portugal Club di Alessandria d’Egitto ed il Makan Egyptian Center for Culture & Art del Cairo. Il 2010 li ha visti impegnati nell'Eterogenea e nell'Architettura Orchestrale in decine di piazze e club siciliani. Nel febbraio 2010 pubblicano il disco “Ultimo gradino”, album prodotto e distribuito dalla etichetta milanese MAP (Musicisti Associati Produzioni).
Sul loro sito internet si trovano alcuni video di un loro interessante progetto, che mi ha subito richiamato alla mente il termine “Multiartistico”.Gli Esedra sono un gruppo strumentale e per rendere interessante lo spettacolo musicale si avvalgono della partecipazione, nelle loro esibizioni, di artisti quali pittori, giocolieri, ballerini che coronano e rendono così completo lo spettacolo dove la musica, certamente non facile all'ascolto del pubblico non di settore, viene esaltata da esibizioni artistiche visive che catturano l'attenzione dell'ascoltatore. Lo spettacolo, nato nel 2011 viene chiamato “Le Macchine di Leonardo”, in omaggio al genio Leonardo Da Vinci, con una scenografia costruita con meccanismi dell'inventore e completato dalle performance degli artisti che rifiniscono la musica funky-fusion-jazz degli ESEDRA.
Il 2012 inizia per gli Esedra con gran successo, in occasione della vincita del prestigioso European Jazz Contest di Capurso con giuria presieduta da Filippo Bianchi, critico musicale e presidente onorario Europe Jazz Network.
Sicuramente un gruppo che merita attenzione verso l'impegno dimostrato per costruire uno spettacolo sicuramente “macchinoso” e tutt'altro che semplice, che coinvolge diverse discipline e che permette di avvicinare l'ascoltatore e lo spettatore a più discipline contemporaneamente.

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