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28 giu 2016

Keronoise - Fine - EP Postumo dei Keronoise


Tutte le cose belle (ma anche quelle brutte), prima o poi finiscono. I Keronoise erano finiti già da tempo, molto prima che smettessimo di suonare insieme. E' passato del tempo prima di riuscire a comunicarcelo vicendevolmente e serenamente senza rancori o rammarichi. Ma nel mio cuore non sono mai finiti. Capite che è difficile ammettere che una cosa che hai coltivato, fatto crescere, odiato e amato con passione per più di 15 anni (sono 17 quest'anno) è finita. Così ho tentato per più di due anni di tenerla in vita, coinvolgendo tutti i Keronoise (e non) e invitandoli a registrare, suonare, provare insieme, nella speranza di rivedere accendersi una nuova fiamma, un impeto compositivo, qualcosa che non si è mai più manifestato. In compenso mi sono appassionato a questa nuova disciplina: l'home recording. Ho comprato attrezzature, letto libri, divorato tutorial con il solo scopo di poter incidere in una forma più o meno ascoltabile le ultime composizioni dei Keronoise. E' nato quello che amichevolmente abbiamo chiamato il Bridge9Studio nella cantina di casa mia (ma prima ancora in camera da letto e nel corridoio di casa mia), nel quale ho passato ore e giorni nella speranza di fare qualcosa di bello.
Finalmente sento di poter mettere la parola FINE, con quest'ultimo EP,  nato riadattando canzoni scritte tra il 2010 e il 2014 (ma non solo) ad una versione intima e meno rumorosa rispetto ai Keronoise di vecchia data. Sono stati inserite chitarre acustiche, violini, pianoforte, sintetizzatori, voci, cori, esperimenti vari.
I brani in totale incisi e terminati sono 6. In principio dovevano essere molti di più (credo 10 o addirittura 12), ma oltre a non avere materiale da missare, se non costringendo con la forza e forse di malavoglia tutti gli ex colleghi, mi sono accorto che il 6 era il numero perfetto per quet'ultimo EP. Perchè 6 è il numero di brani che ha compongono tutti e tre i precedenti EP dei Keronoise. 6 erano le canzoni terminate ad oggi e non me la sono più sentita di andare oltre. Direi che due anni per un progetto, nei giorni nostri, sono già tanti.

La tracklist è la seguente:
01. Pandora
02. Perdere il controllo
03. Perdonami
04. Test Funzionale
05. Ti trovo un modo
06. Western Story

Ovviamente anche l'ordine di apparizione dei brani ha una giustificazione. Innanzitutto sono in ordine alfabetico: questo per il semplice fatto che ascoltandole e riascoltandole in auto, una volta caricata frettolosamente la chiavetta USB, venivano riprodotte in ordine alfabetico. In aggiunta l'EP apre con un brano cantato da me (per ricordare il periodo di quando ero la voce dei Keronoise), continua con Perdere il controllo, che è il brano maggiormente riarrangiato rispetto alla versione elettrica e per il quale ho chiesto anche la collaborazione di Stefano Marzoli dei Newdress per il pianoforte. Perdonami è un vecchissimo brano scritto da me, poi stravolto in versione elettrica e qui riproposto nella sua versione quasi originale. Test funzionale si avvicina molto alla versione elettrica e Ti trovo un modo è l'ultima canzone da me scritta (intesa come brano completo di musiche e testi). Chiude Western Story, brano che ha segnato la punta compositiva dei Keronoise e del quale avevo già parlato in quest'articolo: Geme della canzone: Western Story - Keronoise

Dedicherò per ogni canzone un post perchè vorrei descrivere quale è stato il processo creativo che ha portato alla stesura di ogni singolo brano, nella forma che qui vi propongo. Questo serve soprattutto a me, per non perdere ed avere sempre nella memoria (e non) il maggior numero di emozioni e ricordi di tutti questi anni passati a scrivere canzoni (quindi un qualcosa di molto intimo e personale) con degli amici che non si trovano casualmente sul proprio percorso di vita. 
Sono canzoni che non hanno mai portato al successo, che probabilmente non lo avrebbero mai fatto, ma sono brani che mi hanno sempre regalato qualcosa, e che voglio poter condividere, nella speranza che chiunque abbia la volontà di concedersi 20 minuti di pausa possa cogliere le stesse emozioni.

Tutti i brani incisi dei Keronoise, compreso questo ultimo EP, sono in download gratuito su Soundcloud.

Alcune note di coda. Le stesse che a me piace trovare nei book dei CD.

Keronoise - Fine
Registrato, missato e masterizzato presso il Bridge9Studio da Massimo Minelli tra il dicembre 2013 e il giugno 2016.

Hanno partecipato
Massimo Minelli: chitarre acustiche, chitarre elettriche, voce in "Pandora", cori, percussioni, sinth, programmazioni, rumori
Stefano Bigarella: violino, chitarra in "Ti trovo un modo"
Nicola Boschetti: basso
Paolo Lazzari: voce
Con la partecipazione di Stefano Marzoli (NEWDRESS): pianoforte in "Perdere il controllo"

I Keronoise erano e sono stati:
Massimo Minelli: chitarre, voci, cori (1999-2016)
Stefano Bigarella: chitarre, cori (1999-2016)
Emanuele Berardi: batteria (2000-2016)
Nicola Boschetti: basso (2006-2016)
Paolo Lazzari: voce (2010-2016)
Giacomo Amadei: basso (1999-2006)
Marta Schivardi: batteria (1999-2000)

Buon Ascolto.


27 mag 2016

L'album musicale: leggeresti un libro con pagine in ordine casuale?

Con l'avvento della musica liquida o per meglio dire dei vari programmi e siti di streaming (Spotify, Google Play Music, Deezer, napster, ecc) si sta perdendo, a poco a poco, la concezione dell'album e della discografia dell'artista, sostituita da eventi più o meno periodici di uscite e release che, alle volte, lasciano il tempo che trovano.
Mi spiego meglio.
Parlando anche per esperienza personale, il momento di uscita di un album per un artista o un gruppo musicale, segna un momento particolare e ben preciso per la carriera del solista o del gruppo. E' un traguardo, un punto di arrivo e un punto di inizio, dove si incrociano le dita e si attende il riscontro del pubblico, sperando di ottenere il consenso sperato per essere finalmente appagato di tutta la fatica riversata per stendere tutti i brani che compongono l'album.
Una volta c'era il CD. Prima ancora il vinile e le musicassette. Si andava al concerto, si comprava il supporto e si ascoltava l'ultima fatica del gruppo. Oppure si entrava in un negozio di dischi, si comprava un album e lo si ascoltava dall'inizio alla fine, magari spuciando tra i testi e, per i maniaci come me, guardando dove i vari brani sono stati registrati, chi li ha registrati e prodotti. Ora i CD si possono anche acquistare su Amazon o su altri siti di e-commerce. Ma una volta che parte l'abbonamento mensile di un qualsiasi servizio streaming, chi guarda più queste cose?
Forse per la maggior parte della gente la musica è considerata per quella che è, un sottofondo che accompagna le azioni quotidiane (guidare, passeggiare, fare sport, cucinare, stare a tavola), per cui un bel "casuale" è quello che ci vuole, farci inculcare anche la musica che dobbiamo ascoltare. Una volta c'erano le radio, ora probabilmente, pur di passare una volta in più nella playlist o nelle scelte random, qualcuno paga profumatamente il servizio.
Forse comprare CD, lo ammetto, è una cosa da vecchi: persino in un negozio Hi-Fi mi hanno proposto un sistema di riproduzione basato sulla musica liquida invece del classico lettore CD. Fa riflettere anche il fatto che i brani odierni vengano missati e masterizzati affinchè suonino bene dalle casse del telefonino. 
Ma ciò che voglio puntualizzare non è il come mi procuro la musica (ben vengano i servizi moderni e le nuove tecnologie alle quali sono sempre aperto), ma è come ascolto la musica.
Ascoltare la musica, a mio avviso, è come guardare un film o leggere un libro. Lo scelgo e lo leggo, dalla prima all'ultima pagina, dall'inizio alla fine. E così dovrebbe essere per gli album: quando si scopre un artista, bisognerebbe scoprirne le origini, scovarne la discografia, ascoltarne i prodotti, possibilmente in ordine cronologico, leggerne la biografia e capire le influenze a seconda dell'anno di incisione e altre piccole cose di questo tipo. Tutto questo non lo faccio nemmeno io, diventa dispendioso e controproducente, ma per lo meno, quando acquisto un album lo ascolto, dall'inizio alla fine.
L'ordine di apparizione di ogni singolo brano all'interno di un LP o EP, per l'artista (sia esso un solista o una band) ha un'ordine ben preciso. L'artista ha speso giorni e notti, per decidere i giusti incastri di ogni singola canzone, ed è giusto, secondo me, che si renda omaggio all'opera nella sua completezza. Ascoltare con l'ordine  "casuale" (tasto che personalmente eliminerei da ogni applicazione o dispositivo) significa leggere o guardare un film in ordine casuale. The Wall dei Pink Floyd in ordine casuale? Mio Dio!!!
Ad esempio ricordo, nel lontano 2007-2008 il primo EP dei Keronoise (LPV - ascoltabile qui) era in fase di completamento e ci si era posti il problema dell'ordine di apparizione dei brani. I brani erano 6. L'ordine scelto fu pressapoco così motivato:

1. L'illibata indifferenza: ci piaceva l'idea di partire con un brano "cattivo" e pesante, e questo era forse uno dei più cattivi;
2. LPV: personalmente mi piaceva l'idea che la title track dell'EP fosse al secondo posto, per non svelare subito il perchè del titolo dell'EP, ma neanche far aspettare troppo prima di scoprire la canzone che dava il titolo all'album;
3. Dolce Fragile: dopo due brani belli sostenuti un poco di calma era dovuta;
4. Facile: risolleva il ritmo, al limite del noise e il finale legava bene con l'ingresso della batteria di Baby Doll: infatti la fine di Facile è stata allungata affinchè sulle note finali entrasse il brano successivo;
5. Baby Doll: altro brano ritmicamente sostenuto, che conclude la parte elettrica;
6. Concubina del Diavolo: acusticata, con la personale idea romantica che potesse avvicinarsi a Something in the way dei Nirvana, a chiusura di Nevermind.

Ora, a distanza di anni, sono consapevole che LPV dei Keronoise non è paragonabile a The Wall dei Pink Floyd, ma anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di dare un senso alla nostra piccola opera. Figuriamoci cosa mai possano inventarsi i grandi artisti (azioni di marketing escluse).
O ancora: i Newdress, band nella quale ho avuto la fortuna di suonare per due anni e più e con sui ho inciso un EP - Novanta (ascoltabile qui), incisero un album intitolato Legami di Luce (ascoltabile qui): l'ordine di apparizione dei brani è semplicemente l'ordine alfabetico. Ma se si osserva bene e si ascolta, si può scoprire il filo conduttore che unisce ciascun brano: l'ordine alfabetico era l'unico possibile per questo album.

Capite quindi che ogni artista si perde nelle più piccole sfumature della sua opera d'arte, nella speranza che chiunque possa coglierle, dalla più piccola alla più grande, e ci si possa perdere all'interno. Quindi invito tutti ad un ascolto consapevole, cercando di apprezzare tutti gli sforzi che i musicisti e le band mettono all'interno del loro progetto.

Se non avete cazzi e considerate tutto quanto di cui sopra un'immensa pippa mentale, va bene lo stesso. Importante è ascoltare musica.

18 mag 2016

La morte della musica

Vorrei evitare di fare la solita retorica di gruppi che si sciolgono, della musica che non è più la stessa, della gente che non ascolta più la musica, della difficoltà dell'ambiente discografico, di Manuel Agnelli che va ad X-Factor e altre cazzate di questo tipo.
Ma così farò.
E lo voglio fare non scrivendo un articolo lunghissimo perchè non ne sarei in grado: purtroppo le insegnanti di italiano delle superiori non mi hanno "imparato bene" e io non mi sono applicato granchè, per cui non sempre le parole e i concetti riesco ad esprimerli in un italiano più o meno corretto e lineare.
Lo voglio fare citando in fila tre avvenimenti, tre post che nei giorni scorsi mi hanno particolarmente colpito e che, rappresentano in modo completo tutto il mio pensiero sulla musica di oggi, il fare musica e l'ascoltarla.
Il primo è un mio post su Facebook del 30/04/16 che recitava questo:


Ho scaricato la app di rockit e mi sono messo ad ascoltare alcune nuove uscite di qualche vecchia conoscenza. Bene. Constato che di di gente che crea musica ce ne è fino a stufarsene, ma ascoltando sento che non mi lasciano niente...però so quanto questa gente ha sudato sulla singola nota suonata, il giusto incastro cercato, l'ordine di apparizione dei brani, insomma tutto. E mi sento in colpa. Per lo meno io ho ascoltato, ci ho provato, ma personalmente oggi non pagherei per il vostro nuovo album. Mi piacerebbe sapere quante persone hanno ascoltato in questo modo qualche EP o album dei gruppi in cui ho suonato, riversando lo stesso sudore. Secondo me poche.

Poi arriva la notizia che i Fratelli Calafuria si sciolgono, con un annuncio sul loro Facebook in data 06/05/16. Ma la parte che più mi ha colpito è questa:

(...omissis...) Permettetemi una carezza all'ultimo lavoro "Prove Complesse" che oggettivamente non si è inculato nessuno. (...omissis...)

Ed ecco qui il punto! Il nuovo album, l'ultima fatica di un gruppo "rodato" non se lo è inculato nessuno. Se avessero venduto milioni di copie, si sarebbero sciolti? Forse sì, perchè forse i motivi sono ben altri. Ma magari avrebbe dato loro un motivo in più per continuare insieme a fare musica. Seppur il mio post di cui sopra non riguardasse i Fratelli Calafuria (dei quali ho comprato il loro "primo album" venduto nei negozi e che ritengo un grandissimo album), vale più o meno lo stesso concetto. Giuro che ho seguito gran parte delle loro azioni relativamente a quest'ultimo album, mi sono visto i loro live, letto articoli dove spiegavano che avevano ritrovato loro stessi e la gioia di fare musica insieme (provando anche un sacco di invidia), mi sono ascoltato l'album in streaming, ecc, ecc, ecc...ma alla fine non mi è arrivato. E non l'ho comprato. Non me lo sono inculato, rimandando e l'acquisto alla prima occasione di vederli live in zona. Ma a quanto pare quell'occasione non ci sarà. Quindi di chi è la colpa, se un colpevole dobbiamo trovare? Io mi sono impegnato, ma purtroppo non ce l'ho fatta. Il mio acquisto non avrebbe salvato i Fratelli Calafuria dallo scioglimento, ma comunque un poco in colpa mi sento.

In ultimo, pensando e ripensando al pubblico e all'attenzione che il pubblico da alla musica, mi viene postato da conoscenti questo articolo che invito a leggere con molta attenzione:

La morte del pubblico e la fine di tutto

Se sarete così bravi da leggere tutto l'articolo fino in fondo, con attenzione, capirete che non resta molto da aggiungere al pensiero che mi gira in testa da una quindicina di giorni a questa parte. L'articolo parla anche di me, con l'appunto positivo che io questa volta mi metto dalla parte dello scrittore, di quello che si ascolta i dischi, che si ascolta i concerti, e quindi mi sento in pace con me stesso.Citando l'articolo: "Allora capite che se è così, chi se ne frega di Manuel Agnelli ad X Factor".


Se dio vorrà, anche io continuerò a fare musica. In qualche modo. Gradirei che almeno la mia musica venisse ascoltata da qualcuno, anche solo per dirmi "Fai Cagare".




30 gen 2016

Lunga attesa - Il mio tributo ai Marlene Kuntz

Oggi è uscito il decimo album dei Marlene Kuntz che contiene la versione originale di Lunga attesa
Questa è la mia versione che, insieme con altre 320 altrettante belle versioni, dimostra che c'è gente là fuori, di tutte le età, che ha voglia di fare musica, ha voglia di farla bene e nutre un'enorme stima per una vera band italiana. 
Tutto è nato da un contest che i Marlene Kuntz hanno lanciato sulla propria pagina Facebook, mettendo a disposizione in anteprima il testo di un loro brano e invitando musicisti e non a musicarlo.
Dopo aver "lasciato perdere" per più di un mese, un giorno strimpellando con la chitarra acustica, mi è arrivato il giro principale: era lui!! Ciò che stavo aspettando! E via, ci corsa a registrare!
Sono personalmente soddisfatto, in quanto era un sacco di tempo che non mi capitava di fermarmi e scrivere dall'inizio alla fine una canzone, di farlo di botto e meravigliarsi del risultato finale, con un grazie enorme per chi, prontamente e senza battere ciglio supporta e sopporta i miei fastidiosi capricci.
Si cresce, si diventa grandi, ci si sposa, arrivano i figli, cambiano i gusti musicali ma è splendido scoprire che le proprie passioni non muoiono mai.
Particolarità della foto che ho scelto come copertina: la foto, che richiama il mio album preferito dei Marlene Kuntz, è stata scattata durante l'attesa del concerto dei Marlene Kuntz a Pontenure il 07 Luglio 2007. Sullo sfondo me medesimo. Tutto torna.

6 lug 2013

52molesweekproject: 22/52 - Questo è Marketing


12 giu '10
Serata al Lio Bar con il Biga dove abbiamo conosciuto un senegalese "vù cumprà" che ci ha tirato un sacco di storie sull'italia, il mondo e il senegal.
Alla fine dice che l'italiano vuole la marca senza spendere, l'italiano fa di tutto per apparire. E lui deve fare un lavoro di merda per guadagnarsi da vivere.

Commento
Da questa vicenda è nato il testo di marketing.


26 giu 2013

52molesweekproject: 21/52 - Quando suonare è un piacere - Keronoise

22 giu '13
L'altra sera, come ogni martedì che si rispetti, ci siamo trovati per le consuete prove con gli amici keronoise.
(...omissis...)
sono rimasto piacevolmente colpito quando mi sono trovato ad estraniarmi dal quintetto per analizzare da un'altro punto di vista il prodotto suonato.
Perbacco!
Ciò che spesso suoniamo con naturalezza e spesso con poco impegno e svogliatezza è in realtà una figata.
(...omissis...)
Gli intrecci di chitarre, il basso che si inserisce impeccabile sostenendo l'insostenibile, la batteria precisa che incanala tutti e le voci che impeccabilmente si inseriscono dando senso compiuto ai brani. Cosa può volere di più un gruppo come questo?
(...omissis...)

Commento
Sono indietro di un paio di settimane con il progetto, lo so ma questo è il tempo e la voglia che intendo dedicarci.
Vi lascio con un brano dei sopra citati Keronoise nella speranza che possiate apprezzare. A questo Link

29 mag 2013

52molesweekproject: 19/52 - Affogo parte II


28 gen '09
non è qui che ha chiesto di venire a vivere
servirebbe una buona opportunità per continuare a stare bene

Commento
Quasi due mesi dopo ho scritto quello che sarebbe diventato il ritornello o il tormentone di Affogo dei Keronoise. In questo post la prima parte.
Curiosità: da poco più di un mese avevo cominciato la mia convivenza...

13 gen 2013

Geme della canzone: Western story - Keronoise

Per questo secondo appuntamento con il geme della canzone voglio proporre una delle canzoni più belle e più istintive della storia dei Keronoise. Più bella non perchè lo dico io o i Keronoise, ma perchè è una canzone che ha subito conquistato tutti i nostri seguaci più stretti durante gli ultimi live. Infatti la canzone non è ancora stata registrata, per cui non esistono versioni da studio: per il momento ci dobbiamo accontentare della versione live, per capire come è nata.
Il giro mi è uscito involontariamente, mentre guardavo la TV sul divano, imbracciando la mia Hofner che arreda il salotto...ero distratto e in questi casi la tecnologia mi aiuta, per cui, acceso il telefonino mi sono registrato il giro.


Il giro continuava a martellarmi in testa, per cui mi sono chiuso nella camera blu, e ho registrato tutte le parti, aggiungendo batteria, chitarre e tastiera. Quando ho fatto ascoltare il pezzo a Marta, se ne è uscita con la similitudine Western: da qui il titolo della canzone, in quanto il giro principale ricorda gli spaghetti western e l'evoluzione musicale, in crescendo, da l'idea di un duello tra pistoleri. Questo è il risultato:


Ero indeciso se condividerlo o meno con i Keronoise, non la ritenevo una canzone adatta allo stile. Alla fine la inoltrai. Alle prove successive Paolo arrivò con il testo pronto: il testo trattava il duello tra due pistoleri, azzeccando perfettamente la tematica che anche io mi ero fatto in testa.
Ci lavorammo un poco, senza sconvolgere la semplicità delle parti, dando uno stile più Keronoise, con qualche bello stacco di batteria e una sezione ritimica impeccabile, qualche noise in più e un minimo ritocco al testo. Ne è uscita la canzone che siamo fieri di presentare ai nostri concerti e che speriamo presto di registrare in studio. Di seguito la versione live presso il Moliendo cafè di Gastelgoffredo (MN).



Western Story
Keronoise

Sale l’alba all’orizzonte, l’aria fresca si dissolve
Questo giorno e il suo sapore, inebria i sensi ed il torpore
Di chi sa che il domani è più incerto in questo tempo
Quando il sole sarà alto, nulla fermerà gli eventi
Sarà il tempo del duello

Sale in groppa al suo destriero, corre incontro al suo destino
Un’armonica soave e triste annuncia il suo arrivo
Dal saloon, come formiche spuntan fuori trafelati
Parassiti e prostitute, respirando la paura
Attendendo ch’uno cada

Occhi  gelidi e glaciali
Le dita leccan la pistola
E tutto in rallenty, la folla in estasi
Gettando in aria una moneta che cadrà
Su terra arida, rossa e insipida
E fra non molto di sangue, si bagnerà
Non ci son favole fra le nuvole
Ed una goccia di sudore il viso righerà
Son solo attimi, son solo demoni
Ed un proiettile veloce
Da decisore farà

Corre incontro al suo destino
Sulla pelle una ferita
La sua armonica non suona
Scivolando fra le dita

1 gen 2013

Geme della canzone: Burattini - Keronoise


Buon anno!
In questo primo giorno del 2013 volevo iniziare con una nuova rubrica: Geme della canzone, ossia come nascono o sono nate le canzoni inedite che suono o ho suonato con i miei gruppi.
Quando una persona scopre che suono e che ho un gruppo che fa musica propria, per circa 30 secondi nutre un interessamento vero alla processo creativo, ossia partono le solite domande a raffica su chi scrive la musica, chi i testi o addirittura come si fa a scrivere una canzone. Poi quando mi appassiono e sto per entrare nel vivo della spiegazione, si perde la concentrazione e l'interessamento in quanto, se non si è minimamente all'interno, tutto sembra una palla mostruosa: suonare, cantare, provare e riprovare, chiudersi nella cameretta o nella sala prove per ore e ore, ricavando forse qualcosa.
In verità il processo creativo è molto vario e cambia da gruppo a gruppo, da soggetti a soggetti, da canzone a canzone. Ispirato dalle spore dei Marlene Kuntz, dai provini dei Ministri pubblicati sul loro sito, e da tutte le versioni e deluxe edition di gruppi ben più famosi (vedi i vari cofanetti dei Nirvana, il cofanetto degli Smashing Pumpkins e altri ancora) ho deciso di far conoscere, come queste canzoni nascono e si sviluppano.
Parto con una canzone dei Keronoise, contenuta nell'EP K che abbiamo pubblicato nel 2012. La canzone è Burattini.
Burattini non è nata come canzone dei Keronoise, ma bensì è scritta da Paolo (il cantante) per un suo progetto solista parallelo. Quando Paolo è entrato nel gruppo, ha messo a disposizione il materiale che ha creato in solitudine. L'attenzione si è posta su questa canzone, intitolata Burattini, caratterizzata da questo basso dritto e distorto, che richiamava lo stoner, con il giro semplice e ripetitivo.
La canzone è stata presa e portata in sala prove. Lavorando poi in cinque sul pezzo sono nate le seguenti varianti: il giro di base è rimasto identico mentre è stata data la forma canzone classica, con strofe e ritornelli, stacchi, variazioni, e una chitarra fastidiosa alla "Very Ape" dei Nirvana a lavorare sulle note alte.
Infine sono state sistemate le dinamiche e rivisti gli stacchi, Paolo ha scritto la seconda strofa e la parte di cantato per il pezzo variato e si è giunti alla canzone che è apparsa sull'EP K.


E' stato perfino ricavato il video home made che ho già citato in questo post.
Buon ascolto!

3 nov 2012

Sala Prove Live Music 2001 - La Fine


Probabilmente pochi saranno toccati da questa storia, ma è una storia vera e completamente fallimentare, di una realtà bella e che è andata via via scemando. Stiamo parlando della realtà musicale di Bedizzole e della sua sala prove, ora scomparsa nel nulla e senza alcun lamento. Vorrei solamente raccontare i fatti, visti da dentro e da chi questa realtà l'ha vissuta in prima persona, arrivando al punto di dire: Basta!
La sala prove Live Music 2001 di Bedizzole è nata nelle vacanze natalizie dell'anno 2001 e diventata attiva a tutti gli effetti nel gennaio 2002. E' nata dalla volontà di una decina di ragazzi musicisti e volenterosi che smaniavano dalla voglia di avere un posto tutto loro e speciale per tentare di far successo. E così è stato.
Tutto è cominciato all'oratorio di Bedizzole. Non frequentavo spesso l'oratorio in quel periodo, alla tenera età di 18-19 anni. Mi sono avvicinato a questo ambiente quando ho scoperto che una sala del catechismo veniva adibita saltuariamente a sala prove. Così ogni tanto ci bazzicavo, entrando a curiosare queste giovani e meno giovani band che provavano in questa aula, con i banchi di scuola spostati per far posto a batteria e amplificatori. In questo modo ho conosciuto tutti i ragazzi che in quel periodo suonavano a Bedizzole. Con i Keronoise, al tempo, si provava nella soffitta della Bi-Lux a Desenzano, tra cavi e lampade: era una situazione molto provvisoria, con i vicini che spesso lamentavano il troppo chiasso all'interno del cortile. Una sala prove vicino a Bedizzole sarebbe stata comoda, contando che in quel periodo 3 componenti su 4 dei Keronoise erano di Bedizzole.
Nel frattempo cominciai a uscire con i ragazzi della sala prove, con i quali si fantasticava sulla possibilità di fare serate in oratorio e costruirci la sala prove. Organizzammo un paio di serate musicali, in occasioni di feste o quant'altro, all'interno dell'oratorio, constatando che la cosa ci veniva bene. Eravamo proprio un bel gruppetto e le gli eventi organizzati erano tuttavia piacevoli, o almeno in linea con le aspettative di 10-15 anni fa, dove i demo si registravano ancora su nastro. Noi avevamo una esigenza: avere una sala prove seria. Passammo prima ad elemosinare in Comune, dove il Sindaco ci disse che entro l'autunno l'architetto sarebbe giunto per stendere il progetto di uno spazio giovani con sala prove. Sta di fatto che dal comune, dopo 12 anni, non è mai arrivato assolutamente niente, se non parole, parole, parole, una riunione e mai fatti concreti. Capimmo subito che il Comune non avrebbe mai sganciato un posto e tanto meno i quattrini per l'allestimento di una vera sala prove. Ma negli anni ci abbiamo sempre provato, sempre, ottenendo risultati alquanto scarsi.
Poi chiedemmo al curato della parrocchia di Bedizzole, Don Leonardo Farina, al quale veniva già presa in prestito l'aula del catechismo. La nostra intenzione era quella di trasformare l'aula rendendola una vera e propria sala prove. Don Leo, titubante, in principio si era manifestato rigido, poi vedendo la nostra determinazione e la nostra voglia di fare si convinse. Ma la condizione era solo una: recuperare i soldi. Sono convinto che Don Leo voleva comunque in qualche modo metterci alla prova, ed avere la certezza che non stava perdendo tempo con i capricci di 4 adolescenti.
In una calda sera di autunno, al solito ritrovo in oratorio, ci venne in mente di organizzare un concorso musicale di band locali in oratorio. Ne parlammo con il Don, che acconsentì, vedendo l'entusiasmo e il segnale di serietà che probabilmente aspettava. Organizzammo tutto, dall'impianto audio e la gestione dei suoni sul "palco" (una infida pedana di legno), alla gestione del bar durante le serate, i rifornimenti, la pubblicità di paese in paese, di oratorio in oratorio. Al tempo internet non era poi così diffuso, per cui tutti i gruppi furono contattati telefonicamente chiamando su linea fissa tutti i vari componenti e riferimenti recuperati da amici di amici (famosa la chiamata: "Pronto casa Leali?....c'è Fausto?").
Per tre mesi, durante le serate di venerdì e sabato, accoglievamo presso l'oratorio 3 gruppi a serata, con scontro diretto e eliminatorie, fino a giungere alla finale. Non ricordo con esattezza chi vinse (forse i Krait di Calcinato?) sta di fatto che eravamo tutti contenti e pronti a costruire la "nostra sala prove".
Con l'aiuto di alcuni genitori e l'appoggio di Don Leo, venne alla luce, nelle vacanze natalizie del 2001 la sala prove Live Music 2001. Comprendeva una stanza di circa 6 mt x 5 mt, completamente ricoperta da pannelli piramidali, con soffitto ribassato a 2,50 mt e contropareti in cartongesso con lana di roccia a fare da isolante.
Qui alcune foto recuperate dal cassetto.



La sala prove era finalmente pronta, occupata ogni sera da diversi gruppi. Con un proprio regolamento, e completamente autogestita, l'oratorio poteva vantare di un luogo di ritrovo di ragazzi e musicisti, o presunti tali, che altro non avevano in comune che la passione per la musica.
Don Leo ce lo aveva detto fin dal principio: "Può darsi che un giorno qualcuno dopo di me decida che la sala prove non possa più stare lì", ma noi pensavamo chi mai più si permetterebbe di rovinare una così bella realtà consolidata? Venne il giorno in cui Don Leo diventò parroco di Toscolano-Maderno, e fu costretto ad abbandonare il ruolo di curato di Bedizzole. Al suo posto venne Don Vittorio, che capì l'importanza e la serietà della sala prove e ci lasciò continuare la nostra attività.
Successivamente il parroco di Bedizzole morì, e fu allora che arrivò Don Franco. Fu subito scontro: in prima battuta non gli andava molto a genio che quasi tutta la gente che frequentava il Live Music 2001 non fosse propriamente "cristiana-praticante", ossia se non ti presenti in chiesa ad onorare le festività non sei degno di stare in oratorio. Nessun prete o parroco prima di lui se ne era uscito con frasi di questo tipo. Era lo spirito che mi faceva frequentare l'oratorio con serenità: nessuna imposizione, nessun obbligo morale ma solamente un posto dove si stava bene e si poteva condividere le proprie passioni. In secondo luogo la sala prove Live music 2001 è sempre stata utilizzata a titolo gratuito da parte dei gruppi. In compenso si organizzavano feste in oratorio, serate o quant'altro. Ma questo a Don Franco non bastava, c'era da pagare, punto e basta. E così cominciammo a pagare, 500 euro all'anno, in contanti, dalle nostre tasche. Non dico sia sbagliato richiedere le spese, anche perché vista la completa desolazione dell'oratorio, chiuso oramai tutte le sere, organizzare serate era praticamente inutile. La critica che avanzo va portata sul piano delle modalità di richiesta del pagamento...la classica modalità del tutto è dovuto, che proprio non mi sta giù. Sta di fatto che , ottenuto l'accordo di pagamento mensile, tutto si è chetato. Rimanevano però le pressioni di ogni sorta, che hanno portato alcuni gruppi ad abbandonare la sala prove, e i gruppi rimasti a non credere più nel progetto Live Music 2001, nella completa incertezza sul futuro della sala prove.
Finchè un giorno non arrivò l'annuncio che, causa restauri, la sala prove doveva essere abbandonata.
Smantellata.
Senza alcuna alternativa, ci è stato detto che la nostra sala prove doveva essere smantellata. Alla domanda diretta del: "ma non c'è un altro posto che può dedicarci?", la risposta è stata "E dove vi metto? Qui non c'è mica posto!", e ancora "ci sarà la possibilità che dopo i restauri ci sia una stanza per noi?" la risposta è sempre stata evasiva e inconcludente.
Eravamo per strada. Noi, poveri illusi.
Gli ultimi a provare all'interno della vecchia sala prove furono i Bobbit Uncut il 28.10.2010
Così ripiegammo nuovamente sul comune. Con il comune si attivò qualcosa, andammo a vedere una papabile location, ma poi tutto andò in fumo. Le voci in paese girano, velocemente, e la possibilità che si potesse divulgare il pensiero che l'oratorio avesse buttato i ragazzi per la strada, fecero fare un passo indietro al parroco, che magicamente, trovò una nuova sistemazione. Una nuova sistemazione furba. Ci mise a disposizione una stanza in centro, una volta sede della polisportiva. La sistemazione era furba in quanto di lì a breve i locali sarebbero passati dalla curia al comune, spostando, per la proprietà transitiva il problema della sistemazione della sala prove. La stanza deficitava di energia elettrica, e ovviamente non era assolutamente attrezzata per ospitare una sala prove (no riscaldamento, serramenti rotti, porta inesistente, e altri problemi di ogni sorta). Essendo l'unica soluzione, ci rimboccammo le maniche: spendemmo ben 500 euro per nuove serrature, cartongesso per insonorizzare e colla per appendere i pannelli fonoassorbenti, nuovo impianto elettrico e impianto di illuminazione. Tutto ovviamente fai da te e tutto senza avere un quattrino dalla Curia. In ultimo il contatore dell'energia elettrica, pur essendo locali della curia, fummo costretti ad intestarlo ad uno di noi. Proprio il Don non ne voleva sapere.
Nonostante gli sforzi, la sala prove era poco abitabile, in quanto al piano superiore erano ospitati migliaia di piccioni, che lordavano irrimediabilmente la strada. E qui altri componenti del comitato Live Music abbandonarono la sala prove, visto le scarse condizioni di igiene.
Poi il Don tornò alla carica, pretendendo l'affitto della stanza, in quanto, in questi due anni, il comune non ha ancora acquistato l'immobile. Pretese 200 euro all'anno, che per la pace dei sensi, decidemmo di elargire. In contanti. Dalle nostre tasche, oltre che l'energia elettrica, per la quale arrivavano regolarmente le bollette.
Infine il gruppo con all'interno l'intestatario del contatore (i Pretty Vegas) si sciolse. Ovviamente, non utilizzando la stanza, non c'era nessun interesse a tenersi intestato il contatore. Si decise quindi di sospendere il tutto, trovando altra sistemazione, in quanto ormai, la sala prove Live Music non aveva più senso di esistere.
Ed è così che da Ottobre 2012 la sala prove Live Music 2001 non esiste più.
Personalmente mi dispiace, in quanto era una bella realtà, per la quale non si è fatto assolutamente niente per tenerla in vita, cercando in ogni modo, con ogni mezzo, di far morire. Finché non è morta di stenti, senza forza e senza ragione di vita. Il fallimento della musica di Bedizzole.
Grazie a tutti i gruppi che hanno utilizzato in questi 11 anni la Sala Prove Live Music: Honkys, Keronoise, Bad Name, Faith, Faith Band, 20Age, Emozing, Bobbit Uncut, MTE, Pretty Vegas, B-Side, Montgomery, Crazy Chemestry (e il casino combinato), e altri ancora che in questo momento non mi vengono in mente. Grazie a tutti.

30 dic 2011

Keronoise - Burattini (il video)

La vacanze fanno bene. Le vacanze mi permettono di concentrarmi finalmente con le cose che più mi piacciono. E così con carta, matita, gomma e una macchina fotografica ho realizzato quello che mi bazzicava in testa da tempo. Mancava solo il tempo libero!
Quindi godetevi il nuovo video dei Keronoise - Burattini.
P.S.: A gennaio in uscita il nuovo EP. Si intitolerà "K" e Burattini sarà la seconda di una tracklist di sei pezzi.



25 apr 2011

Brit Pop Gay Rock - Bobbit Uncut

Mi si accusa di fare post che non parlano di me, ma solo un inutile scopiazzare da altri siti. E chi mi accusa di questo? I miei amici ovviamente, dai colleghi a chi suona con me. E uno di questi è Francesco (Cek), bassista e cantante dei uno dei gruppi in cui suono, i Bobbit Uncut. Ed è proprio dei Bobbit e del mio ingresso nella band di cui voglio parlare.
Come dice la biografia sul myspace ufficiale (Bobbit Uncut Myspace), l'idea di Francesco (cantante e bassista) e Gabriele (batterista), era di formare un gruppo tributo agli Weezer. Il chitarrista si rifiutò categoricamente di suonare cover: era Andrea, che definirei un invidiabile chitarrista dissonante e controtempato. E così i Bobbit Uncut cominciarono a suonare canzoni proprie, spinti e sorretti dalla ammirabile capacità compositiva di Francesco. Niente di trascendentale e difficile, ma sicuramente l'orecchiabilità degli accordi messi in fila da Cek la fa da padrone. Con l'aggiunta di semplici battute a tenere il tempo e giochi di riff, fraseggi e accordi dissonanti il gioco era fatto. A completare la formazione c'era Raffaella, al violino e cori. Sono sincero, non so per quanto tempo Raffaella rimase nel gruppo, sta di fatto che ad un certo punto il gruppo continuò con tre elementi. 
I Bobbit Uncut provavano nella stessa sala prove dove io provavo con i Keronoise. La sala prove aveva alcune regole di utilizzo abbastanza rigide, prima fra tutte era la presenza di almeno due cittadini bedizzolesi all'interno di ciascuna band. I Bobbit Uncut erano abusivi da questo punto di vista, in quanto la lontananza di Raffaella non garantiva più il rispetto della ligia regola. Fu dato un ultimatum a questa formazione, che per quanto ne so, si mise a cercare ogni tipo di componente che potesse avere qualche affinità con la loro musica (secondo chitarrista, tastierista, suonatore di triangolo...).
Stavo cercando in quel periodo un gruppo, possibilmente già avviato, dove potermi concentrare con la chitarra, visto che nei Keronoise ero il cantante e chitarrista. Parlando una sera con i componenti dei Keronoise della situazione dei Bobbit Uncut e dell'ultimatum a loro dato, Bosco, il bassista dei Keronoise  mi disse: "Ma perchè non ci vai tu?". 
Non ci avevo mai pensato. 
A casa andai ad ascoltare quello che i Bobbit Uncut avevano inserito sul loro myspace. Ascoltai una Capricorn One acustica e acerba, ma bellissima nella sua semplicità. Mi proposi come secondo chitarrista e dopo uno scambio di mail partecipai ad alcune prove come ascoltatore silenzioso e in disparte, armato di registratore portatile. A casa mi studiavo i pezzi, semplici all'apparenza ma resi complicati e particolari dagli accordi improbabili proposti da Andrea. 
In quel periodo i Bobbit erano impegnati nella pre-produzione del loro primo EP "Coming Soon EP". Con stupore di tutti Andrea preannunciò che, dopo aver registrato il primo EP, avrebbe abbandonato la band. Io ero ancora un secondo chitarrista in prova, e mi ritrovai, da un giorno con l'altro, a dover passare un vero e proprio esame per potermi guadagnare il posto di unico chitarrista in un trio power pop. Evidentemente i Bobbit Uncut erano destinati a rimanere comunque in formazione da tre. Grazie a "Coming Soon" con i Bobbit intensificai la mia attività live. Non fu affatto facile per me sopperire alla mancanza di un chitarrista come Andrea, ma a parer mio me la cavai abbastanza bene. Anche a livello compositivo con i soci c'era feeling, il che portò in meno di un anno alla registrazione del secondo EP "Falling Down EP", un EP a mio avviso sottovalutato e purtroppo registrato male e poco valorizzante. Tutt'oggi ascolto i pezzi e dopo una smorfia dovuta ai suoni pessimi mi dico "Che bei pezzi!!" e non solo perchè ho suonato io e li suono tutt'ora, ma perchè sono pezzi semplici, orecchiabili e pop...insomma, non possono non piacere, o per lo meno non possono fare schifo.  L'EP passò in sordina in Brescia e provincia, nemmeno troppo spinto da noi, visto il pessimo risultato sonoro ottenuto. Nel 2010 fu l'anno di "Think about these days", la virata rock dei Bobbit Uncut. Le persone che mi conoscono e che hanno ascoltato il nuovo EP mi dicono che si sente la mia influenza chitarristica nelle 4 tracce incise. Secondo me è l'EP più maturo e più bello dei Bobbit Uncut, ben registrato da Fausto Zanardelli (EDIPO), che ha saputo valorizzare per quanto possibile tutte le canzoni presenti. L'EP è anche in vendita su ITunes e derivati, e lo si può ascoltare anche su Lastfm. Pienamente soddisfatto della nuova registrazione, pensavo sul serio di trovare date e porte aperte mostrando il nuovo prodotto ben confezionato, ma purtroppo non è stato così. Purtroppo la propaganda tramite mail e social network non ha portato grandi frutti, anche se accompagnata da una cartella stampa ben fatta. Per le poche date recuperate, anche nei posti più improbabili, l'affluenza è limitata ai soli amici e conoscenti, anche se, egoisticamente parlando, i Bobbit ci sanno fare...ma con le public relations personalmente non sono capace.
Quindi, alle prossime date dei Bobbit Uncut, date almeno una possibilità a questi tre ragazzi che si sentono un sacco teenagers!