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26 ago 2014

Saffo o Lesbo?? - Lampade da arredamento

Rendiamo omaggio alle due lampade che sono entrate a far parte oramai da qualche tempo del nostro arredamento: la Saffo e la Lesbo by Artermide.
Da qualche anno in casa nostra era già entrata la Saffo.


La Saffo in nostro possesso è originale anni 70, in quanto donata ai miei suoceri come regalo di nozze, stazionata a casa della nonna di mia moglie per qualche anno e portata nella nostra casa all'inizio della nostra convivenza. Non ha mai avuto una collocazione fissa e non è mai stata accesa in quanto il timore di romperla era sempre vigile, soprattutto in mia moglie. E poi gli mancava la sorella...
La sorella è arrivata come regalo per le nostre nozze da parte dei miei genitori. La Lesbo!


Quindi c'era da valorizzare queste due opere d'arte. Così una applique di casa è stata sostituita da una creazione by Ikea, che ha permesso di posizionare le lampade più in alto possibile (lontano quindi da mani e pericolosi manici di scopa) e di utilizzare queste due sorelle, nuovamente insieme.

Le lampade sono state disegnate da Angelo Mangiarotti per Artemide nel 1967. La base di entrambe è in metallo lucidato mentre il corpo e il diffusore è un vetro di Murano. La Lesbo è ancora disponibile nel catalogo di Artemide, mentre la Saffo, non so per quale ragione, non più.
Vederle accese fa un certo effetto. Cool!

9 apr 2013

Kodak S Series S 100 EF - Dalla prima comunione con furore


Già in pigiama e con il mal di testa che lentamente se ne va (non senza un giusto aiutino), sono a presentare una delle mie fotocamere a rullino preferite: la Kodak S Series S 100 EF.
La fotocamera è una classica point-and-shoot in plastica prodotta dalla Kodak tra il 1988 e il 1993. Monta rullino da 35 millimetri con lente f/4.5 e tre impostazioni di apertura in funzione degli ISO della pellicola: 100/200 la più piccola, 400 la media e "flash" la più grande. La fotocamera richiede l'uso di 2 batterie AA per l'attivazione del flash, ma a tutti gli effetti è una fotocamera manuale. Infatti nel mio esemplare il flash non funziona più e questo praticamente permette tre aperture di diaframmi differenti.
Scattare con questa fotocamera è semplice e banale, e devo dire che raramente le foto non escono come si vorrebbero.
Mi è stata regalata per la mia prima comunione e l'ho riesumata da quanto ho riscoperto la fotografia analogica.
Qui alcui scatti fatti quest'autunno, di cui non ho mai pubblicato foto sul blog. A suo tempo ho già fatto il lomowall e il relativo album sulla mia pagina di Lomography. Ben due: uno chiamato Tramonto al lago e il secondo Parco d'autunno.











23 ago 2012

Dolomiti SuperStar - Le Dolomiti in LML Star

Anche per quest'anno la gita in Star (vespa???) è stata fatta. Dopo un anno di insistenze con la mia compagna siamo partiti alla volta delle Dolomiti.
L'idea era di fare un paio di giorni di ferie, rigorosamente in sella: una andata e ritorno da Brescia pernottando la notte in qualche luogo. Essendo il 16 di Agosto non abbiamo voluto rischiare e abbiamo preventivamente prenotato un albergo nei pressi di Cavalese. Booking.com e Google maps ed è stato programmato tutto il tragitto di andata. Abbiamo trovato un alberghetto a Tesero, paese vicono a Cavalese.



Emozionatissimo per l'impresa, la partenza è stata programmata per le ore 9:00 del mattino, ma ovviamente io era sveglio alle 6:30 per preparare gli zaini (già quasi pronti ) e organizzare il carico della LML Star.


Partenza! Tragitto tranquillo e sosta di riposo ad ogni ora di viaggio. Dopo aver costeggiato il lago d'Idro siamo andati in direzione Tione. Abbiamo sostato per un pranzo al sacco in una piazzola di sosta in mezzo al verde della Valle Giudicarie. 
Foto surreale creata con le opzioni della macchina fotografica.


Siamo arrivati a Trento verso le 14:00, per poi seguire le indicazioni date da google sulla cartina stradale del Touring. Un consiglio: per programmare i tragitti è indispensabile una cartina scala 1:200.000, molto più dettagliata della nostra in scala 1:400.000 dell'Italia Settentrionale, che alle volte può ingannare!
Ci siamo addentrati quindi nella Val di Cembra, passando per Segonzano, fino a sbucare nelle val di Fiemme e raggiungere Cavalese. E qui la scoperta: l'albergo prenotato si trovava in realtà non nel paese di Tesero, ma sulla piana di Pampeago. Alle 17:00, dopo quasi duecento km in sella la Star ci ha portato gloriosamente sulla piana, da 1000 s.l.m. a 1750 s.l.m. per una distanza di 7 km. Pendenze fino al 15% e gli ultimi 4 km tra la prima e la seconda ad una velocità che rasentava l'equilibrio. Entrare in piena sintonia con la Star è stato veramente fantastico, soffrivo io per lei. Ma la Star non ha mollato e è arrivata all'obbiettivo! 


Soddisfatti, aria fresca, albergo con SPA, cena con amici che alloggiavano in zona (che ci hanno anche saggiamente consigliato il giro del giorno successivo) e a letto!

Il giorno successivo, partenza alle 8:30 in direzione del Passo di Lavazè, lago di Carezza, Passo di Costalunga e Vigo di Fassa.
Il Passo Lavazè è stato piuttosto impegnativo, anche in questo caso pendenze fino al 18% e per la povera Star è stato veramente un supplizio.



E' stato stupendo passare questi paesaggi, con le dolomiti che via via venivano scoperte. Non sono un esperto delle varie cime e gruppi montuosi, ma sono veramente paesaggi da togliere il fiato! E percorsi in vespa hanno un sapore del tutto particolare!







Ultima tappa, da Vigo di Fassa a Passo Sella!



E' stato un poco noioso percorrere la Val di Fassa, per via del traffico, ma lo sforzo è stato ampiamente ripagato giunti sul Passo Sella. Oltre la soddisfazione di essere giunto in Vespa, il paesaggio si commenta da sè.







In cima al Passo Sella sono stato avvicinato da un ciclista, proprietario di una Star, che ha commentato; "Grande la LML": qualche battuta sulla Vespa indiana con discussione su pregi e difetti! La Star colpisce!
Dopo aver pranzato a Wurstel e Crauti, siamo ripartiti alla volta di Brescia. Ore 13:00 la ripartenza, Val di Fassa, Val di Fiemme, Trento, alle ore 17:30 eravamo a Riva del Garda, con tanto di bagno nel Lago. Ore 19:00 a casa, soddisfatto come non mai!
La Star non delude mai!
Ringrazio Marta che mi sopporta e mi supporta con in miei continui capricci Vespistici e non!

15 ago 2012

Civica MX-V - Dal mercatino senza pretese


Trovata ad uno dei tanti mercatini dell'usato che oramai riempiono le domeniche dei paeselli di Brescia, la CIVICA MX-V è un classico plasticone, che monta rullini 35 mm con lente 1:6 f/50 mm. L'obbiettivo può ruotare su 4 differenti impostazioni: soleggiato, poco soleggiato, poco nuvoloso e nuvoloso, al quale corrispondo aperture differenti di diaframma (da f/16 a f/6).
Il primo test roll è andato perso per metà, in quanto ho sbagliato a caricare il rullino e ad un certo punto non avanzava più. Nell'aprire mi è uscito tutto il rullino a mò di pupazzetto a molla che esce dalla scatola delle sorprese. Ecco qui un paio di foto.



Sicuramente non spicca di luminosità.
Non contento, l'ho portata ad una cena tra amici, abbinata anche al flash de La Sardina con montato un rullino da 200 ISO. Ecco alcuni scatti.







Non sono ancora pienamente soddisfatto...devo provare altri rullini e imparare ad impostare meglio il flash!

29 lug 2012

Io Lomografo: semplice fascino per il retrò


Durante l'ultima vacanza mi sono interessato alla lomografia. Tutto è nato quando mi sono scaricato sul telefonino l'applicazione Instagram, che permette di applicare effetti retrò sulle foto fatte. Sono passato poi a cercare un'applicazione che potesse applicare l'effetto polaroid, fino a scoprire l'effetto Lomo! Per non tediarvi vi rimando alla definizione di lomografia da wikipedia e al sito di Lomography.
L'interessamento a questa particolare tecnica fotografica (se tecnica la possiamo definire, la chiamerei piuttosto fotografia a caso!) deriva essenzialmente dal mio fascino per il retrò, dall'arredamento alla vespa, dalla fotografia e alla musica (tremendamente fermo e legato agli anni '90 - ebbene sì anche quello è oramai retrò)...probabilmente senza saperlo un pò lomografo lo ero già, con la mia Bencini comet, ancora oggi senza rullino, o con la mia Polaroid comprata in tempi non sospetti (almeno 5 anni fa) e che non ho ancora recensito: grazie alla lomografia ho capito il modo di poter ricaricare queste vecchie macchinette (o toycam) con un rullino e riscoprire il fascino della foto "vecchia", analogica...con tutti i dubbi di chi si avventura per la prima volta in questo mondo, dallo sviluppo del rullino alla scansione della foto, dai rullini migliori alle macchine fotografiche più adatte a ciò che si vuol fare. E' un mondo che mi affascina e che sto ancora scoprendo.
Il mio primo esperimento è avvenuto con la macchina fotografica Kodak S100EF, regalo della prima comunione, accessoriata con un rullino scaduto da 6 anni ISO 200. Come primo esperimento è stato piuttosto divertente:











Buona lomografia a tutti!

3 ott 2011

Un'estate da Star - LML STAR 125 4T


L'estate è finita ed è giunto il momento di tirare le somme della mia stagione da vespista...vespista si fa per dire, visto che quest'estate l'ho passata in sella della nuova LML Star Deluxe 125 quattro tempi. Tutto è cominciato a maggio, con la bella stagione in arrivo e il mio PX 125 d'epoca (trent'anni quest'anno...mi piace dire che ha la mia età, visto che è stato immatricolato nell'ottobre del 1981) ancora smontato "per restauro" in cantina.


Avevo grandi progetti per il PX, tipo una nuova verniciata, il rifacimento totale dell'impianto elettrico e altre sistemazioni del caso. La meta prefissata di quest'anno da Brescia (la città in cui viviamo) era la Toscana, ma con il mezzo fuori uso e la mia poca esperienza in fatto di meccanico vedevo la meta allontanarsi sempre più.
Navigando in internet mi sono imbattuto nel sito della LML Italia, dove sono stato colpito dalla varietà di colori e motorizzazioni che la Piaggio Indiana mette a disposizione. Soprattutto mi è subito piaciuta l'idea della motorizzazione 4 tempi e il colore arancione, lo stesso che avevo in mente per il restauro del mio PX. Detto fatto! Un salto al concessionario più vicino, una prova su strada, quattro preventivi, prezzo abbordabile e tempo 3 settimane ero un possessore di una nuova LML Star Deluxe 4T arancione accessoriata con porta pacchi posteriore. Ho cominciato subito un rigoroso rodaggio, durato praticamente tutto il mese di maggio, per un totale di 1000 km. In termini di guidabilità la Star è praticamente uguale al vecchio PX. La motorizzazione da me scelta, ha il vantaggio di aver il rifornimento di sola benzina, senza dover fare la "miscela" con olio al momento o comunque rabboccare il secondo serbatoio. Per il 4 tempi la LML vanta di aver "centrato" il motore migliorando così la ciclistica e riducendo l'effetto "pendo a destra" causa motore. Peccato che dalla parte sinistra, dove c'è la ruota di scorta, è stata inserita la batteria. Risultato: la moto su strada dritta pende a sinistra. Quello che manca è il rombo scoppiettante del 2 tempi. Al confronto la Star sembra una lavatrice in piena centrifuga, il classico rumore degli scooter a 4 tempi. Le rifiniture della Star sono rimaste tali e quali a quelle del vecchio PX. Su strada la Star è comunque fluida, le marce vengono gestite praticamente come una Vespa e il freno a disco anteriore è veramente comodo, abituato come ero ad assurde acrobazie con il mio PX per le frenate di emergenza. Smontando la chiappa destra si nota che l'impianto elettrico non è delle migliori fattezze, tant'è che ho dovuto riprendere per pignoleria alcuni cavi e fili e risistemarli con 4 fascette, dandogli un'aspetto per lo meno decente. Altro punto a sfavore sono le 3 cannucce di scarico (benzina e olio) che dal carburatore vengono fatte penzolare lungo il carter tra la ruota e la sospensione fino a portarsi al di fuori dell'ingombro motore per scaricare i resti a terra. Per questo sto già pensando ad una soluzione che non appena le cannette saranno usurate metterò in pratica.
Rodaggio finito e primo tagliando obbligatorio fatto, avevamo l'agriturismo toscano prenotato per i primi di giugno e la ferma intenzione di raggiungere la toscana in Vespa...ehm...in Star. Il primo lunedì di giugno le previsioni meteo non promettevano bene per tutta la settimana, temporali primaverili alternati da schiarite. Fino all'ultimo siamo stati indecisi, finchè, caricata la Star e attrezzati un minimo contro la pioggia, siamo partiti alla volta della Toscana.
Per il portapacchi anteriore ho riutilizzato quello del mio PX che, con una piccola modifica, è perfetto per lo scopo! La vacanza in toscana è stata una vera e propria avventura, incontrando sole, vento, pioggia, freddo e caldo, tutto in 4 giorni intensi, ma stupendi. La Star si è comportata benissimo, passava tutte le notti sotto una pioggia battente, ma la mattina seguente ripartiva senza dare alcun segno di stanchezza. Sulle strade bagnate non ha mai perso un colpo e sugli appennini arrampicava piano ma decisa.




In definitiva abbiamo percorso in sella in due, 800 km in 4 giorni a bordo della Star, spendendo per l'intero viaggio l'eccezionale cifra di 20 euro di benzina. Infatti l'ulteriore vantaggio del 4 tempi sono i consumi, veramente ridotti al confronto della cugina a 2 tempi. L'autonomia tuttavia non è eccezionale: il serbatoio contiene a mala pena 5 euro (3-4 litri al massimo se siete veramente a secco) per un totale di circa 150-200 km.
Non contento poche settimane dopo ho spinto la Star sulle alpi affrontando il Passo Crocedomini, sempre in sella in due, salendo dalla Valle Sabbia ad una altitudine di 1950 mslm e scendendo dalla Val Trompia sfruttando il raccordo in sterrato che dal Passo Crocedomini raggiunge in quota il Passo Maniva. Un totale di circa 180 km lisci e senza intoppi.





Abbiamo e ho effettuato anche in solitaria altre gite fuoriporta (giro dei tre laghi Idro-Ledro-Garda; Giro del Lago di Garda...) risparmiando per rispetto della mia compagna una gita sulle dolomiti in agosto, optando per una comoda Val d'Aosta in automobile (anche se mi è pianto un poco il cuore dover lasciare a casa la Star). In questa stagione ho percorso 3100 km alla guida del nuovo mezzo, e mi sono divertito un sacco, senza pensieri e con un motociclo che alla fine mi ha dato sicurezza e fiducia, ogni km sempre di più. Il titolo di Vespa ad honorem, per conto mio, se lo merita.

P.s.: il vecchio PX è ancora nelle stesse condizioni, ma finalmente mi sono deciso a rimetterlo in sesto, ma, contrariamente a quanto pensavo di fare, lo terrò tutto originale con lo scopo di iscriverlo ad un registro storico.