6 gen 2012

Tela #1 - Ottoinuno


Presento la mia prima composizione Tela #1 - Ottoinuno.
Realizzata su tela 100x70 con pittura acrilico. Le parti in rilievo sono state ottenute con semplice cartapesta, ossia carta di giornale acqua e colla vinilica
Ringrazio un mio quasi parente per i consigli dati per cominciare questa nuova attività.


30 dic 2011

Keronoise - Burattini (il video)

La vacanze fanno bene. Le vacanze mi permettono di concentrarmi finalmente con le cose che più mi piacciono. E così con carta, matita, gomma e una macchina fotografica ho realizzato quello che mi bazzicava in testa da tempo. Mancava solo il tempo libero!
Quindi godetevi il nuovo video dei Keronoise - Burattini.
P.S.: A gennaio in uscita il nuovo EP. Si intitolerà "K" e Burattini sarà la seconda di una tracklist di sei pezzi.



3 ott 2011

Un'estate da Star - LML STAR 125 4T


L'estate è finita ed è giunto il momento di tirare le somme della mia stagione da vespista...vespista si fa per dire, visto che quest'estate l'ho passata in sella della nuova LML Star Deluxe 125 quattro tempi. Tutto è cominciato a maggio, con la bella stagione in arrivo e il mio PX 125 d'epoca (trent'anni quest'anno...mi piace dire che ha la mia età, visto che è stato immatricolato nell'ottobre del 1981) ancora smontato "per restauro" in cantina.


Avevo grandi progetti per il PX, tipo una nuova verniciata, il rifacimento totale dell'impianto elettrico e altre sistemazioni del caso. La meta prefissata di quest'anno da Brescia (la città in cui viviamo) era la Toscana, ma con il mezzo fuori uso e la mia poca esperienza in fatto di meccanico vedevo la meta allontanarsi sempre più.
Navigando in internet mi sono imbattuto nel sito della LML Italia, dove sono stato colpito dalla varietà di colori e motorizzazioni che la Piaggio Indiana mette a disposizione. Soprattutto mi è subito piaciuta l'idea della motorizzazione 4 tempi e il colore arancione, lo stesso che avevo in mente per il restauro del mio PX. Detto fatto! Un salto al concessionario più vicino, una prova su strada, quattro preventivi, prezzo abbordabile e tempo 3 settimane ero un possessore di una nuova LML Star Deluxe 4T arancione accessoriata con porta pacchi posteriore. Ho cominciato subito un rigoroso rodaggio, durato praticamente tutto il mese di maggio, per un totale di 1000 km. In termini di guidabilità la Star è praticamente uguale al vecchio PX. La motorizzazione da me scelta, ha il vantaggio di aver il rifornimento di sola benzina, senza dover fare la "miscela" con olio al momento o comunque rabboccare il secondo serbatoio. Per il 4 tempi la LML vanta di aver "centrato" il motore migliorando così la ciclistica e riducendo l'effetto "pendo a destra" causa motore. Peccato che dalla parte sinistra, dove c'è la ruota di scorta, è stata inserita la batteria. Risultato: la moto su strada dritta pende a sinistra. Quello che manca è il rombo scoppiettante del 2 tempi. Al confronto la Star sembra una lavatrice in piena centrifuga, il classico rumore degli scooter a 4 tempi. Le rifiniture della Star sono rimaste tali e quali a quelle del vecchio PX. Su strada la Star è comunque fluida, le marce vengono gestite praticamente come una Vespa e il freno a disco anteriore è veramente comodo, abituato come ero ad assurde acrobazie con il mio PX per le frenate di emergenza. Smontando la chiappa destra si nota che l'impianto elettrico non è delle migliori fattezze, tant'è che ho dovuto riprendere per pignoleria alcuni cavi e fili e risistemarli con 4 fascette, dandogli un'aspetto per lo meno decente. Altro punto a sfavore sono le 3 cannucce di scarico (benzina e olio) che dal carburatore vengono fatte penzolare lungo il carter tra la ruota e la sospensione fino a portarsi al di fuori dell'ingombro motore per scaricare i resti a terra. Per questo sto già pensando ad una soluzione che non appena le cannette saranno usurate metterò in pratica.
Rodaggio finito e primo tagliando obbligatorio fatto, avevamo l'agriturismo toscano prenotato per i primi di giugno e la ferma intenzione di raggiungere la toscana in Vespa...ehm...in Star. Il primo lunedì di giugno le previsioni meteo non promettevano bene per tutta la settimana, temporali primaverili alternati da schiarite. Fino all'ultimo siamo stati indecisi, finchè, caricata la Star e attrezzati un minimo contro la pioggia, siamo partiti alla volta della Toscana.
Per il portapacchi anteriore ho riutilizzato quello del mio PX che, con una piccola modifica, è perfetto per lo scopo! La vacanza in toscana è stata una vera e propria avventura, incontrando sole, vento, pioggia, freddo e caldo, tutto in 4 giorni intensi, ma stupendi. La Star si è comportata benissimo, passava tutte le notti sotto una pioggia battente, ma la mattina seguente ripartiva senza dare alcun segno di stanchezza. Sulle strade bagnate non ha mai perso un colpo e sugli appennini arrampicava piano ma decisa.




In definitiva abbiamo percorso in sella in due, 800 km in 4 giorni a bordo della Star, spendendo per l'intero viaggio l'eccezionale cifra di 20 euro di benzina. Infatti l'ulteriore vantaggio del 4 tempi sono i consumi, veramente ridotti al confronto della cugina a 2 tempi. L'autonomia tuttavia non è eccezionale: il serbatoio contiene a mala pena 5 euro (3-4 litri al massimo se siete veramente a secco) per un totale di circa 150-200 km.
Non contento poche settimane dopo ho spinto la Star sulle alpi affrontando il Passo Crocedomini, sempre in sella in due, salendo dalla Valle Sabbia ad una altitudine di 1950 mslm e scendendo dalla Val Trompia sfruttando il raccordo in sterrato che dal Passo Crocedomini raggiunge in quota il Passo Maniva. Un totale di circa 180 km lisci e senza intoppi.





Abbiamo e ho effettuato anche in solitaria altre gite fuoriporta (giro dei tre laghi Idro-Ledro-Garda; Giro del Lago di Garda...) risparmiando per rispetto della mia compagna una gita sulle dolomiti in agosto, optando per una comoda Val d'Aosta in automobile (anche se mi è pianto un poco il cuore dover lasciare a casa la Star). In questa stagione ho percorso 3100 km alla guida del nuovo mezzo, e mi sono divertito un sacco, senza pensieri e con un motociclo che alla fine mi ha dato sicurezza e fiducia, ogni km sempre di più. Il titolo di Vespa ad honorem, per conto mio, se lo merita.

P.s.: il vecchio PX è ancora nelle stesse condizioni, ma finalmente mi sono deciso a rimetterlo in sesto, ma, contrariamente a quanto pensavo di fare, lo terrò tutto originale con lo scopo di iscriverlo ad un registro storico.


12 giu 2011

L'arte e l'artista


Non credo esista un'attività artistica fine a se stessa. L'attività artistica in una persona nasce per uno scopo ben preciso...divertire, intrattenere, far riflettere, pensare, sorridere, piangere...
Solitamente rimango più o meno affascinato difronte a qualsiasi tipo di arte che mi si presenta. Raramente lancio giudizi, ma questo non vuol dire che io solitamente non giudichi, giudico eccome! Ma non sono giudizi affrettati, dettati dalla sensazione primitiva che l'arte in questione ha suscitato in me. Perchè non esiste arte bella e arte brutta: c'è arte diversa e arte simile. L'arte simile viene definita plagio, l'arte diversa viene definita troppo fuori dal comune e spesso non compresa. Di contro se una cosa è palesemente uguale ad un'altra è un plagio e se una cosa fa palesemente schifo è una merda. Quale è il giusto confine delle cose?
Ho imparato una cosa: non ci sono cose giuste e cose sbagliate in senso assoluto, esistono solitamente cose diverse. Come diverse e soggettive sono le interpretazioni di un'opera d'arte, diverse sono le soluzioni, diverse sono le sensazioni soggettive. Mi diverte ricercare il significato che l'artista vuole lasciare, comprendere le sensazioni provate al momento della composizione o della nascita dell'opera, ma mi rendo conto che questo è praticamente impossibile.
Per l'artista tutto è chiaro, ma per chi osserva no. L'artista si stupisce se l'opera d'arte creata non si comprende in modo semplice e lineare, si compiace quando scopre che viene attribuito un significato diversamente bello.
L'artista per ogni capolavoro che crea, una nuova sensazione vuole trasmettere.

30 apr 2011

Padina Applique Castiglioni - L'accoppiata è fatta!

Dopo 2 anni e 3 mesi di fili penzolanti, anche l'ultimo punto luce è stato sistemato nella nostra casa. L'attesa è stata lunga ma ne è valsa la pena. A completare i punti luce di cucina e sala è stata montata la fantastica sorella della Splugen Brau già presente, ossia la applique modello Padina di Castiglioni. Realizzata in alluminio pressofuso, desing anni 60, ha un diametro di 25 cm. L'interno è ondulato, proprio come la lampada splugen. Ovviamente la lampadina montata è del tipo con calotta cromata, proprio perchè accesa possa riflettere luce solo all'interno, mostrando tutta la lucentezza dell'interno.

L'accoppiata lampadario-applique della cucina è completo! Grazie a Vintage Forniture che ci ha consigliato nella nostra impresa!

25 apr 2011

Brit Pop Gay Rock - Bobbit Uncut

Mi si accusa di fare post che non parlano di me, ma solo un inutile scopiazzare da altri siti. E chi mi accusa di questo? I miei amici ovviamente, dai colleghi a chi suona con me. E uno di questi è Francesco (Cek), bassista e cantante dei uno dei gruppi in cui suono, i Bobbit Uncut. Ed è proprio dei Bobbit e del mio ingresso nella band di cui voglio parlare.
Come dice la biografia sul myspace ufficiale (Bobbit Uncut Myspace), l'idea di Francesco (cantante e bassista) e Gabriele (batterista), era di formare un gruppo tributo agli Weezer. Il chitarrista si rifiutò categoricamente di suonare cover: era Andrea, che definirei un invidiabile chitarrista dissonante e controtempato. E così i Bobbit Uncut cominciarono a suonare canzoni proprie, spinti e sorretti dalla ammirabile capacità compositiva di Francesco. Niente di trascendentale e difficile, ma sicuramente l'orecchiabilità degli accordi messi in fila da Cek la fa da padrone. Con l'aggiunta di semplici battute a tenere il tempo e giochi di riff, fraseggi e accordi dissonanti il gioco era fatto. A completare la formazione c'era Raffaella, al violino e cori. Sono sincero, non so per quanto tempo Raffaella rimase nel gruppo, sta di fatto che ad un certo punto il gruppo continuò con tre elementi. 
I Bobbit Uncut provavano nella stessa sala prove dove io provavo con i Keronoise. La sala prove aveva alcune regole di utilizzo abbastanza rigide, prima fra tutte era la presenza di almeno due cittadini bedizzolesi all'interno di ciascuna band. I Bobbit Uncut erano abusivi da questo punto di vista, in quanto la lontananza di Raffaella non garantiva più il rispetto della ligia regola. Fu dato un ultimatum a questa formazione, che per quanto ne so, si mise a cercare ogni tipo di componente che potesse avere qualche affinità con la loro musica (secondo chitarrista, tastierista, suonatore di triangolo...).
Stavo cercando in quel periodo un gruppo, possibilmente già avviato, dove potermi concentrare con la chitarra, visto che nei Keronoise ero il cantante e chitarrista. Parlando una sera con i componenti dei Keronoise della situazione dei Bobbit Uncut e dell'ultimatum a loro dato, Bosco, il bassista dei Keronoise  mi disse: "Ma perchè non ci vai tu?". 
Non ci avevo mai pensato. 
A casa andai ad ascoltare quello che i Bobbit Uncut avevano inserito sul loro myspace. Ascoltai una Capricorn One acustica e acerba, ma bellissima nella sua semplicità. Mi proposi come secondo chitarrista e dopo uno scambio di mail partecipai ad alcune prove come ascoltatore silenzioso e in disparte, armato di registratore portatile. A casa mi studiavo i pezzi, semplici all'apparenza ma resi complicati e particolari dagli accordi improbabili proposti da Andrea. 
In quel periodo i Bobbit erano impegnati nella pre-produzione del loro primo EP "Coming Soon EP". Con stupore di tutti Andrea preannunciò che, dopo aver registrato il primo EP, avrebbe abbandonato la band. Io ero ancora un secondo chitarrista in prova, e mi ritrovai, da un giorno con l'altro, a dover passare un vero e proprio esame per potermi guadagnare il posto di unico chitarrista in un trio power pop. Evidentemente i Bobbit Uncut erano destinati a rimanere comunque in formazione da tre. Grazie a "Coming Soon" con i Bobbit intensificai la mia attività live. Non fu affatto facile per me sopperire alla mancanza di un chitarrista come Andrea, ma a parer mio me la cavai abbastanza bene. Anche a livello compositivo con i soci c'era feeling, il che portò in meno di un anno alla registrazione del secondo EP "Falling Down EP", un EP a mio avviso sottovalutato e purtroppo registrato male e poco valorizzante. Tutt'oggi ascolto i pezzi e dopo una smorfia dovuta ai suoni pessimi mi dico "Che bei pezzi!!" e non solo perchè ho suonato io e li suono tutt'ora, ma perchè sono pezzi semplici, orecchiabili e pop...insomma, non possono non piacere, o per lo meno non possono fare schifo.  L'EP passò in sordina in Brescia e provincia, nemmeno troppo spinto da noi, visto il pessimo risultato sonoro ottenuto. Nel 2010 fu l'anno di "Think about these days", la virata rock dei Bobbit Uncut. Le persone che mi conoscono e che hanno ascoltato il nuovo EP mi dicono che si sente la mia influenza chitarristica nelle 4 tracce incise. Secondo me è l'EP più maturo e più bello dei Bobbit Uncut, ben registrato da Fausto Zanardelli (EDIPO), che ha saputo valorizzare per quanto possibile tutte le canzoni presenti. L'EP è anche in vendita su ITunes e derivati, e lo si può ascoltare anche su Lastfm. Pienamente soddisfatto della nuova registrazione, pensavo sul serio di trovare date e porte aperte mostrando il nuovo prodotto ben confezionato, ma purtroppo non è stato così. Purtroppo la propaganda tramite mail e social network non ha portato grandi frutti, anche se accompagnata da una cartella stampa ben fatta. Per le poche date recuperate, anche nei posti più improbabili, l'affluenza è limitata ai soli amici e conoscenti, anche se, egoisticamente parlando, i Bobbit ci sanno fare...ma con le public relations personalmente non sono capace.
Quindi, alle prossime date dei Bobbit Uncut, date almeno una possibilità a questi tre ragazzi che si sentono un sacco teenagers!

27 feb 2011

Che pubblico strano - Marlene Kuntz live @ Latte + 26.02.2011


Concerto dei Marlene Kuntz: bello! Concerto dei Marlene Kuntz al Latte più: bello ma rimpiango i concerti al Buddha. Ne parlavo sulla strada di ritorno con il mio amico Bolla (Marco Boletti). Il Latte più è un locale in Brescia dalle dimensioni strane: è troppo piccolo per un concerto di un gruppo grande ed è troppo grande per un concerto di un gruppo piccolo. Ma ben venga che ci sia un locale come il Latte +, che per lo meno offre qualcosa di decente a questa Brescia bene.
Il nostro arrivo è alle 22:15. Con grande stupore per la strada ci sono già parecchie macchine, e l'ingresso, stranamente aperto per quell'ora, è già gremito di persone. Per entrare nel locale attendiamo circa 15 minuti al freddo. Il locale è già abbastanza affollato, ma vivibile, anche se la cappa di caldo comincia a farsi sentire.  Uno sguardo al palco e alla disposizione: non è la solita usuale, con batteria sullo sfondo e tutti davanti, ma in prima fila sono allineati i Marlene di vecchia data, quindi, da sinistra Riccardo Tesio (chitarra), Cristiano Godano (chitarra e voce) e Luca Bergia (Batteria). Questa configurazione obbliga la batteria di lato, a destra. Sullo sfondo i "mercenari", ossia gli attuali musicisti che accompagnano i Marlene Kuntz: Lagasch (Basso) tra la batteria e Cristiano, e Davide Arneodo, violinista, tastierista e nuovo tuttofare tra Riccardo e Cristiano. Abbiamo individuato un posticino in terza fila alla destra del palco, difronte alla batteria di Luca Bergia. La prima cosa che ho pensato è che la posizione non è delle migliori per osservare un concerto dei Marlene Kuntz, in quanto si rischia di venire scalciati su pezzi un poco più forti, i classici pezzi da pogo. Ma confidiamo nei pezzi lenti, anche se qualche brano del nuovo album, se fatto con la giusta verve, può scatenare il subbuglio nella folla. Comincia la conta alla rovescia, con scommesse su l'ora di partenza del concerto. Io voto mezzanotte, mentre il Bolla vota le undici e mezza. Fortunatamente vince il Bolla. Alle 23:34 i Marlene Kuntz salgono sul palco. Durante l'attesa abbiamo anche ipotizzato con quale brano avrebbero cominciato. Eravamo tutti e due d'accordo su un brano lento dell'ultimo album. E così è stato. Oasi da Ricoveri virtuali e sexy solitudini, un lento che comincia con un parlato scazzato. Non ricordo ovviamente tutta la scaletta, ma ricordo bene l'arrivo inaspettato di Infinità tratto da Ho ucciso Paranoia. Un brano con uno spessore particolare. Una bella alternanza di brani lenti nuovi, con brani lenti vecchi...lenti con qualche schitarrata alla Marlene, che riducono il buon Cristiano, in giro di 5-6 pezzi, ad uno straccio grondante di sudore. Il pubblico intorno a me pare non recepire...non canta i pezzi nuovi e non canta i vecchi. Si limita ad annuire e ad applaudire alla fine del pezzo. Io sono abbastanza gasato, in quanto ho scoperto con mio grande stupore di sapere i testi delle nuove e di ricordarmi i testi delle vecchie. Quindi canto, anche a squarciagola quando la canzone lo permette. Dopo una quarantina di minuti si fa sul serio: due accordi caratteristici e parte il boato della folla che ha riconosciuto Ape Regina (Il Vile). Immaginavo già il delirio della folla, ma il pubblico non parte, resta fermo, forse anche demotivato dal buttafuori sotto Cristiano. In compenso le mie corde vocali cominciano ad infiammarsi, mentre i veneti dietro di me commentano ma non cantano. Cristiano infila la bacchetta nelle corde della sua Fender Stratocaster. "Non ci credo che fa Sonica" dico al Bolla. Ed è proprio così, parte Sonica tratta dal primo album Catartica, e parte anche la mia voce. Urlo a più non posso, facendomi odiare dalle persone davanti a me, che mi lanciano occhiate malevoli. Il pubblico non si agita a dovere. Poi un Merry X-Mas sempre da Catartica pezzo che probabilmente non ho mai sentito fare dal vivo. Cristiano e i Marlene ringraziano ed escono, stremati. Guardo l'ora: 00:40. Solo un ora! Gli anni cominciano a farsi sentire, probabilmente! Rientrano e Cristiano imbraccia per la seconda volta nella serata la chitarra acustica: novità assoluta vedere Godano con una acustica. Alternano pezzi nuovi a pezzi vecchi, schitarrano, fanno partire una serie di feedback e se ne vanno nuovamente, lasciando il pubblico a lottare con suoni effettati. Io sono al settimo cielo, ma i compagni attorno a me restano piuttosto straniti. Rientrano e dal rumore parte d'incanto un Nuotando nell'aria (Catartica). Finalmente la gente canta. Siparietto comico in cui Luca sbaglia canzone e batte un tempo sbagliato, costringendo i chitarristi a due false partenze, finchè Godano si avvicina al microfono e, guardando Luca scandisce sorridendo "Notte!". Luca si accorge dell'errore, applausi e si riparte.
In scaletta anche Lieve sempre da Catartica, che il pubblico sembra gradire. Non ricordo il pezzo finale, il pezzo di chiusura, ma se non mi sbaglio prima di chiudere le uscite e rientrate in totale sono state quattro, per un totale di due ore abbondanti di concerto.
Pienamente soddisfatto anche se un poco deluso dal pubblico poco collaborativo. Tanti ragazzi della mia età, ma anche tanti ragazzi giovani: ricordo un trio davanti a me che su Ape Regina o Sonica si stringevano l'un l'altro emozionati... i pochi che ho visto veramente emozionarsi. Avrei gradito qualche pezzo in più da Ho ucciso Paranoia,  ma mi sembra di chiedere troppo.
Complimenti al papà poco distante da me, con maglioncino di lana in mezzo alla folla con 40°C e umidità prossima al 90% che ha accompagnato il figlio, forse quindicenne, al concerto dei Marlene Kuntz. Rispetto!