01 gen 2011

Quello che una volta si poteva fare - Nirvana live @ Reading Festival

"Si tratta di un vecchio post che avevo nel mio sito myspace (che ho recentemente chiuso). Una mia personalissima visione del concerto dei Nirvana al Reading Festival del 1992"
C'erano Kurt, Kris e Dave.
Poche cose sul palco, due microfoni, e sullo sfondo la batteria, in posizione centrale e una sfilza di casse ai lati...Marshall dal lato di Kurt, e marca resa anonima da pezzi di nastro isolante dal lato di Kris. Hai subito la senzazione che quelle casse verranno ridotte male alla fine del concerto, stupendoti che non tentino la fuga. Ed invece stanno lì ad urlare per quanto volume possono avere; ogni inesorabile suono che gli giunge dagli strumenti a corda.
Nessun sofisticato pannello luminoso manda immagini o proietta parole, nessuna sorta di tecnologia e avanguardia...Bhe, erano ancora gli anni novanta, dove sunoare grunge aveva senso. Era precisamente il 30 agorsto del 1992, al Reading Festival.
Erano gli anni novanta, ed erano i Nirvana!! Dopo il famoso critico ingresso di Kurt sulla sedia a rotelle e imbarazzante sbiascicamento di una canzone con svenimento finale, Kris attacca il basso e schiaccia il pedale distorto, dà due colpi al basso e decide di alzare un poco il gain. Kurt, che ha ai suoi piedi due, forse tre pedali collegati a catena, si alza e imbraccia la chitarra.
E si comincia a suonare. Senza ricerca di suono. Senza paura di sbagliare. Cobain sbaglia più volte, e ogni volta che non azzecca la nota sorrido, ogni assolo è un susseguirsi di note fatte a caso che non ricordano per niente ciò che siamo abituati a sentire sul disco. Eppure tutto ciò è magnifico. Fantastico. La semplicità e la bellezza, la bellezza e la semplicità. Eppure i Nirvana erano così. Si potevano permettere delle pause lunghissime tra una canzone e l'altra, e di improvvisare una smoke on the water davanti a 100.000 persone.
Insomma, i Nirvana erano e sono l'antitesi di tutti i gruppi già famosi nel mondo informatico pur non essendo nessuno. Bisognerebbe essere un poco più umili a volte.
Non vi nascondo che alla fine mi sono commosso. Ma questo è un problema mio.

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